Hai un obiettivo in termini di fatturato? La cosa più importante per un libero professionista è iniziare a guardare alla professione con occhi da imprenditore!

Chi altro vuole essere percepito dal mercato come un medico specializzato?
30 dicembre 2016
Perché non c’è spazio per i giovani e perché l’università non insegna l’approccio imprenditoriale alla professione?
25 febbraio 2017

Hai un obiettivo in termini di fatturato? La cosa più importante per un libero professionista è iniziare a guardare alla professione con occhi da imprenditore!

Quando iniziai la professione avevo già in mente l’obiettivo finale: guadagnare 100.000,00 euro/all’anno.

Il primo anno ne fatturai settemila. Sapevo che avrei potuto farcela iniziando a ragionare diversamente. Questo ha fatto la differenza nel corso degli anni, in cui anche in tempo di crisi, la crescita del mio studio ha sempre avuto aumenti da un anno all’altro a due cifre.

Che cosa significa questo? Che per gestire la crescita di un’attività è necessario fissare degli obiettivi e successivamente fare un piano per conseguirli.

Se la direzione non è chiara la vita non prende mai forma.

Questo nella mia vita professionale, ha fatto una grande differenza perché anno dopo anno ho cominciato a sviluppare un sistema che sostenesse la crescita costante, fornendo un servizio di volta in volta migliorativo.

Credo che oggi qualsiasi attività vogliamo intraprendere, debba essere prima pianificata a tavolino, perché pensare di iniziare senza un piano per sostenere la crescita, sia la prima strategia per fallire. E sappiamo bene cosa vuol dire fallire in Italia: significa che non ti rialzi più, perché questo sistema economico non premia le persone che intraprendono una nuova attività.

Questo fa sì che il nostro paese coltivi una mentalità di tipo assistenzialista, che predilige cioè rimanere agganciati ad un’entità che in un modo o nell’altro pensa a te. Questo concetto sta lentamente minando la creatività dei giovani, che per non correre il rischio di sbagliare, rimangono impantanati nella mediocrità del posto fisso.

Oggi ci sono corsi che ti insegnano a fare tutto, ci sono coach che ti aiutano a crescere in qualsiasi ambito della vita, quindi non ci sono più scuse se mettere in atto un piano di crescita oppure accontentarsi della sicurezza momentanea. Se vuoi una vita facile in futuro, devi fare oggi le cose difficili. Se invece vuoi una vita facile oggi, nell’economia attuale, stai preparando te e la tua famiglia ad avere una vita difficile domani.

Cosa fa l’imprenditore?

L’imprenditore è una figura che cerca opportunità e a seconda del settore in cui opera, basa il suo successo professionale sui risultati. Viene remunerato dal sistema in base al risultato, mentre una persona con mentalità dipendente ha entrate garantite e costanti ma paga il prezzo della non libertà.
Quindi l’imprenditore fissa obiettivi e consegue risultati con il rischio che quello che sta facendo potrà non avere risultati, il dipendente paga il prezzo dello stipendio fisso con la sicurezza, e la possibilità di essere licenziato per qualsiasi motivo. Tant’è che la stragrande maggioranza delle persone che svolgono un lavoro dipendente non avendo soddisfazioni professionali, le trova fuori dall’ambiente lavorativo (hobby, sport, secondo lavoro perché non arriva a fine mese, ecc.).

Perché nonostante hai la partita iva, fai ancora il dipendente?

Questo è un sistema ancora più perverso di quello di un dipendente classico a cui pagano i contributi, perché ci si prende il rischio di un imprenditore con la partita iva e il rischio del dipendente pagando il prezzo della sicurezza.

Ma qual è il prezzo della sicurezza?

So-stare in un’azienda per tutta la vita e poi pensare allo stato o qualche altro ente previdenziale che penserà al sostentamento nell’età della pensione, non è più parte della nostra economia, soprattutto dove molti lavori tradizionali nei prossimi dieci anni saranno sostituiti da software.

Questo nel corso degli anni mi ha fatto riflettere su come orientare la mia vita professionale, infatti sono convinto che le persone che sono nate come me dagli anni ’70 in avanti difficilmente vedranno la pensione, per quelli degli anni ’80 e invece una certezza che non la vedranno, perché moriranno sul posto di lavoro senza aver mai goduto dei benefici della pensione e godere del riposo negli ultimi anni della loro vita.

Così ho cominciato a cambiare il mio modo di approcciare al lavoro iniziando a pensare per risultati.

Ragionare per risultati significa che devi avere degli obiettivi.

Gli obiettivi sono soprattutto di natura economica, parlando ovviamente di obiettivi lavorativi. Per fare questo non è più sufficiente essere un bravo professionista perché un altro bravo professionista esce su Groupon a € 40,00 e allora chi ha ragione?

Credo che chi esce su Groupon a € 40,00 ragioni molto più da imprenditore che non uno che si lamenta guardando al primo. I clienti costano: un nuovo cliente ha un costo e se vuoi comprare un cliente lo puoi fare in tanti modi. Uno di questi è Groupon, e non vedo nulla di male a fare una campagna di questo tipo.
Quello che mi stupisce molto e come i colleghi si accaniscano contro le offerte basse sostenendo che la qualità si abbassa. Ma chi l’ha detto? Non si lamenta il cliente e si lamentano i colleghi con accuse insensate.

Come ragiona un imprenditore? Un imprenditore ragiona per numeri, per obiettivi e ci può stare che nella sua strategia di acquisizione di un cliente ci sia un’uscita su Groupon. Il nostro problema italiano è che non possiamo accettare che qualcuno faccia meglio di noi, o che abbia più successo di noi. Per la nostra cultura avere successo è ancora una cosa negativa. Ma cosa significa avere successo per un professionista?

In primis cambiare il modo di pensare e passare attraverso un “percorso catartico” da fare il dipendente con partita iva a libero professionista specializzato. Questo ovviamente presuppone un salto nel buio: la libertà e il conseguimento degli obiettivi rispetto all’illusoria sicurezza.

Un cambiamento di vita di tale portata richiede la forza di uscire da una situazione di vita professionale insostenibile che attraverso nuove conoscenze e nuovi strumenti ti porta in una nuova condizione di vita. Infatti se continui a fare le cose che hai sempre fatto otterrai sempre gli stessi risultati. Se vuoi di più devi fare di più, ma soprattutto devi compiere incessantemente quelle azioni che ti portano verso la realizzazione del tuo obiettivo.

Ti sei mai chiesto perché amiamo così gli sportivi che raggiungono traguardi sempre più grandi? Certamente assaporiamo in loro l’idea di successo che per qualsiasi motivo in noi è assente, e così troviamo in loro una motivazione che a noi manca.

Ti sei mai chiesto chi è un campione prima di diventare un campione?

Certamente è una persona normale che nel suo animo ha l’obiettivo di vincere qualcosa, e per questo inizia il suo allenamento fino al giorno della gara.

Eppure uno solo diventa campione. E gli altri?

Anche gli altri si sono allenati, hanno fatto sacrifici, hanno lottato contro le avversità, eppure solo uno arriva prima degli altri. Certamente vincere è questione di testa e di cuore ma più di tutto di focus.

Più restringiamo il nostro campo di azione e più siamo efficaci in quello che facciamo, più eliminiamo le distrazioni e più il nostro tempo diventa produttivo. Più abbiamo in testa un obiettivo e maggiori sono le possibilità di arrivare in fondo e vincere.

Avere focus significa non dare spazio agli alibi e fare quello che è necessario per raggiungere la cima e arrivare in fondo per primi.

Come ti sentiresti tra cinque anni se il tuo ufficio di CertificatoCasa® avrà raggiunto l’obiettivo di crescita che ti eri prefissato cinque anni prima?

Perché a Capodanno le persone brindano al nuovo anno augurandosi che sia migliore dell’anno prima, e invece non brindano all’anno appena passato con tutti i suoi successi e obiettivi raggiunti? E’ la nostra cultura che ancora modifica la percezione della realtà: sposta l’attenzione su un anno che deve iniziare, e che non potrà essere migliore dell’anno precedente se continuerai a fare le stesse cose che hai sempre fatto.

Penso che in ogni settore c’è un momento quando idee, tecnologie o strategie dirompenti cambiano le regole, gli obiettivi e a volte anche il nome del gioco. Quello che sto scoprendo e che guardare a ciò che guardano gli altri è sempre importante, ma ad un certo punto è necessario pensare in modo diverso.
Questo concetto mi ha portato a realizzare in primo sistema INNOVATIVO per creare una solida base clienti e per supportare lo sviluppo di un giovane professionista che entra nel mercato senza strategie.
Ho concentrato l’attenzione sulla natura della mia attività lavorativa per cercare continuamente di migliorarla e farla progredire con onestà e dedizione, e per questo ad un certo punto ho dovuto staccarmi dal quotidiano per implementare un nuovo sistema di gestione dell’ufficio partendo dal fatto che avevo un’azienda.

E le aziende si gestiscono con i numeri.

In questa economia non possiamo pensare di alzarci la mattina senza un’idea di come sviluppare la nostra azienda e soprattutto che direzione fargli prendere creando esclusività al nostro prodotto.

E’ vero che tutti fanno le certificazioni energetiche, è anche vero che nessuno si differenzia con un’idea capace di attirare l’attenzione. Senza girarci troppo intorno, il vero beneficio dell’avere un posizionamento di marca o Brand Positioning chiaro, e cioè proporre un prodotto o servizio unico al mondo, è che puoi permetterti di chiedere un prezzo più alto della concorrenza e i clienti sono disposti a pagarlo se risolve un loro problema specifico.

Se sei un professionista che inizia a guardare alla propria attività con occhi da imprenditore, sei in grado di attivare un circolo virtuoso dove più margine fai, più hai da investire contemporaneamente in ricerca e sviluppo ma soprattutto nel marketing, rendendo così la percezione del tuo prodotto o del tuo brand ancora più unica, quindi puoi chiedere ancora più denaro…e il circolo virtuoso continua.

Prova a pensare alla Apple (almeno finché era in vita il fondatore Steve Jobs) e avrai un quadro chiaro del fenomeno del quale ti sto parlando.

In caso contrario, se rimarrai nel tuo angolo ti staccherai per partenogenesi dal tuo capo e farai quello che faceva il tuo ex capo, ma con più assistenza, più personalizzazione, più servizio a domicilio, più caratteristiche e magia delle magie…con un prezzo inferiore!!

Non solo sei costretto a chiedere meno dei tuoi competitor e i clienti ti prendono per il collo ogni volta che vendi, mettendoti in una gara di prezzo che erode il tuo margine, ma rovini il tuo stesso mercato senza renderti conto che sbragando i prezzi sei uno dei protagonisti principali del perché i clienti chiedono a tutti sconti come forsennati.

Indovina chi ha causato questo problema?

La crisi?

I competitor scorretti?

I clienti?

No caro professionista, sei tu il problema! Lo hai creato quando hai deciso di aprire la tua partita iva e offrire gli esatti e identici servizi, lo stesso modo di lavorare, lo stesso modo di fare le cose degli altri e ti sei pure prezzato di default meno del leader di mercato.

Ci arrivi adesso genio, a capire chi è il problema?

Ce l’hai difronte nello specchio.

Il mio obiettivo è quello di creare una nuova identità: perché con il progetto CertificatoCasa® non possiamo più permetterci la mediocrità o aspettare che qualcuno si occupi di noi.

Questo è il concetto base spiegato da una leggenda: Al Ries. Creare una nuova categoria per essere i primi nella mente del cliente.

Infatti come dice Al:
“E’ meglio essere i primi
che meglio degli altri”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *